PICCOLE LIBRERIE A RISCHIO

Edizioni Fahrenheit451 è accanto alle piccole librerie in crisi.
L’Eternauta a via Gentile da Mogliano 184, TUBA a via del Pigneto 19 e ASEQ a via dei Sediari 10, tre gioiellini del panorama librario romano,sono a “rischio chiusura” perché le vendite non riescono più a coprire i costi di gestione. Le librerie indipendenti vanno difese e in questi tempi di crisi c’è solo un modo per farlo: comprando libri. Qualcosa si sta muovendo. Nei giorni scorsi decine di “lettori” si sono dati appuntamento a L’Eternauta ed hanno acquistato almeno 20 euro di libri. Anche Edizioni Fahrenheit451 l’ha fatto attraverso uno dei suoi “soci”. Un piccolo segnale incoraggiante.

Oggi Massimo, uno dei due gestori de L’Eternauta, ha scritto una lettera di ringraziamento, pubblicata dal sito selaCapo.net di Pasquale Restaino. Vista l’importanza dell’argomento, abbiamo deciso di pubblicarla anche nel nostro blog. Eccola:

Caro Pasquale, ti ringrazio per quello che hai fatto e che stai facendo. Quello che ospiti sul tuo blog è un bellissimo articolo che coglie dritto il segno del tempo che stiamo vivendo. Il nostro affanno si inserisce all’interno di un discorso generale che vede, in questi anni, una stretta mortale in atto da parte della grande distribuzione proprietà dei grossi gruppi. Ora le librerie godono, per fortuna, ancora non so per quanto tempo, di buona stampa e una libreria che chiude non manca di suscitare sdegno e perplessità ma bisogna dire che stessa sorte capita a molti altri esercizi commerciali del tutto degni di continuare una loro attività. I loro fallimenti avvengono nel silenzio totale.

Quello che è in gioco in questi anni è la trasformazione della società e della civiltà che siamo abituati a conoscere in qualcosa che ha poco a che vedere con la socialità e la diffusione culturale ma solo con la maggiorazione dei profitti di pochi a scapito della moltitudine. Quello a cui andiamo incontro è un vero e proprio deserto culturale e sociale. Tocca a tutti noi lavorare perché ciò non accada partendo dalla consapevolezza che ognuno di noi ha le proprie responsabilità. Mi piace ripetere spesso che ci stiamo vendendo il mondo che conosciamo per un piatto di lenticchie, mi piacerebbe che questa consapevolezza raggiungesse ogni livello sociale e culturale. La dignità e la qualità del lavoro che assicura un piccolo esercizio commerciale è ben differente da quella che si ritrova nei grandi centri commerciali e mentre gli ipermercati con le loro luci illuminano solo se stessi le luci di un piccolo negozio illuminano un marciapiede e invitano a una vita sociale fatta di scambi umani e culturali.
Grazie. MASSIMO”.

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